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Trieste, 19 agosto 2004
COMMEMORAZIONE A POLA: LA "VERITÀ" SULLA FERITA DI VERGAROLLA
Cerimonia di commemorazione a Pola della
tragedia di Vergarolla del 18 agosto 1946 nella quale persero la vita
un'ottantina di persone (il numero esatto delle vittime non è
mai stato accertato).
Fu un incidente oppure un attentato contro gli abitanti di Pola, per
intimidirli e cacciarli dalla città? L'interrogativo continua
a rimanere senza risposta.
In quel tragico giorno, molti si erano dati appuntamento a Vergarolla,
per assistere alla regata remiera con cui si intendeva celebrare il
centenario della società "Pietas Julia". Dopo gli anni
bui della guerra la gente sentiva il desiderio di ritrovarsi finalmente
in libertà e trascorrere una bella giornata al mare. E invece
fu una strage immane, con brandelli di corpi umani sparsi dappertutto.
Durante la cerimonia organizzata per commemorare l'accaduto, e alla
quale sono intervenuti Mauro Seppi presidente della Ci di Pola e il
sindaco del Libero comune di Pola in esilio generale Silvio Mazzaroli,
il sindaco Luciano Delbianco ha dichiarato: "Quel 18 agosto 1946
ignobili e ancora ignoti sabotatori attivarono a distanza nove tonnellate
di esplosivo (contenuti nelle mine, residuati di guerra, sparse lungo
la spiaggia) provocando un'ecatombe".
E proprio per accertare la verità su Vergarolla ieri è
stata avviata l'iniziativa di organizzare un convegno di storici, ricercatori
e anche di testimoni, sopravvissuti alla strage, in grado di fornire
altre testimonianze sull'accaduto. L'idea è partita da Gianni
Kumar, della dirigenza della Comunità degli italiani di Pola
e da Livio Dorigo, presidente del Circolo Istria di Trieste. Idea che
ha avuto l'appoggio del sindaco Delbianco. Il convegno dovrebbe tenersi
tra due anni, nel 60.mo anniversario della strage.
La cerimonia religiosa di ieri era preceduta da una messa di suffragio
officiata dal parroco Desiderio Staver, in un Duomo gremito di gente,
a conferma che a distanza di cinquatott'anni è ancora vivo il
bisogno di mantenere vivo il ricordo della più grande sciagura
mai successa a Pola, in attesa che trapeli finalmente la verità.
Corone di fiori sono state deposte ai piedi del cippo di Vergarolla
rinnovando il simbolico gesto di pietà nei confronti degli innocenti,
di coloro che persero la vita nella tremenda deflagrazione.
"Siamo qui - ha detto Silvio Mazzaroli - per rivolgere un umano
messaggio e una preghiera in suffragio dei nostri morti. Auspico che
l'ufficialità vada scemando e aumenti la spontaneità di
questi nostri incontri affinché risultino fatti di semplicità,
di strette di mano per sentirci comunità come lo siamo stati
in passato e vorremmo esserlo anche in futuro".
Oltre a rilevare le manifestazioni di pietà nei confronti degli
scomparsi, Livio Dorigo, presidente del Circolo culturale "Istria"
di Trieste ha definito "importanti incontri come questi, tesi a
ritrovare l'orgoglio della città, la sua serenità e la
vocazione per un futuro migliore".
Spontaneità è stata, in seguito, al raduno-rinfresco alla
Comunità degli Italiani di Pola dove Comunità, Circolo
"Istria" con il pieno sostegno della municipalità hanno
creato i primi importanti presupposti per l'istituzione di un "Comitato
per la ricerca della verità": sarà un preludio per
andare incontro al sessantesimo del terribile episodio, ingaggiando
studiosi di ambo le sponde dell'Adriatico per far luce sul "caso
Vergarolla".
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