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Conferenza stampa a Trieste sulla Giornata del Ricordo
4 febbraio 2005

 

Trieste, 4 febbraio 2005

CONFERENZA STAMPA A TRIESTE SULLA GIORNATA DEL RICORDO



I massimi esponenti delle Associazioni degli Esuli di Trieste, durante una conferenza stampa svoltasi in mattinata, hanno reso noto il programma delle manifestazioni che avranno luogo in città nella Giornata del Ricordo (per orari e altri particolari vedi anche il nostro Calendario).
Il primo impegno, sarà con le scuole, mercoledì 9 febbraio.
Presso il Liceo Galilei si svolgerà l'incontro con il giornalista Toni Capuozzo, volto noto al pubblico televisivo, reduce in questi giorni da un viaggio in Irak che, - come sottolineato da Silvio Mazzaroli, curatore dell'iniziativa - ha accettato con piacere di incontrare i giovani ma anche la cittadinanza, visto che si tratta di un appuntamento a porte aperte.
Insieme, nell'Aula Magna, sarà possibile seguire anche le immagini della trasmissione Rai dedicata alle vicende di Trieste per il ciclo "La grande storia".
A novembre il video era stato presentato dal CDM all'Unione degli Istriani alla presenza del vice direttore di Rai tre, Pasquale D'Alessando.
Due gli appuntamenti pomeridiani - ha precisato Silvio Delbello - il primo con una delegazione dei Sudeti (popolazione che dovette abbandonare i territori della Cecoslovacchia) e che intendono lanciare, proprio da Trieste, la proposta di istituire una Giornata del Ricordo a livello europeo perché si conoscano gli esodi determinati dalla definizione dei confini dopo la Seconda guerra mondiale.
Seguirà un dibattito sulla riacquisizione della cittadinanza italiana e sui beni abbandonati.
Si tratta di ribadire la disponibilità delle Associazioni affinché il Parlamento vari la legge specifica già in dibattito.
A tale scopo ospite dell'incontro sarà l'on. Conte, relatore al Parlamento della Legge in questione.
Nel suo intervento Lorenzo Rovis ha ricordato le polemiche scaturite in questi mesi sulla dicotomia tra Trieste e Torino sulla centralità della manifestazione del 10 febbraio, ribadendo che il coro della sua Associazione sarà in tutte e due le città, in date diverse sostenendo quasi un ruolo di ponte.
Le particolarità della Giornata a Trieste, è stato ancora ribadito, saranno comunque l'alto patronato del Presidente della Repubblica, la presenza di delegazioni di giuliano-dalmati dagli altri continenti, l'intervento di rappresentanti istituzionali quali Fini e Tremaglia.
Trieste capitale morale dell'esodo intende così ribadire la sua centralità rispetto alle tematiche ed agli interessi degli esuli.
Una posizione questa che continua a creare polemiche sui giornali anche se i massimi esponenti delle associazioni dichiarano - come rilevato da Renzo Codarin - che va riconosciuta pari dignità all'impegno di ogni località, anche perché il fiorire di iniziative in tutta Italia, nei centri grandi e piccoli, fa intendere chiaramente che la volontà delle persone è forte ovunque e merita il dovuto rispetto.
Le massime autorità interverranno nella giornata del 10 febbraio che si svolgerà all'esterno in mattinata - con deposizione di corone ai monumenti che ricordano l'esodo ma anche le tragedie che la città di Trieste ha vissuto durante la Seconda guerra mondiale - e, nel pomeriggio con l'incontro al vertice al Teatro Verdi.
Sarà Renzo de' Vidovich a portare il saluto delle Associazioni degli Esuli con un discorso condiviso, anche se un "particolare accento - ha spiegato lo stesso relatore - verrà posto sulla questione dalmata".
A differenza dell'Istria, la Dalmazia è passata al Regno di Jugoslavia dopo la Prima guerra mondiale per cui la popolazione slava non è stata vittima della snazionalizzazione perpetrata altrove dal fascismo.
Nonostante ciò - rileva de' Vidovich - la reazione nei confronti della esigua popolazione italiana durante la Seconda guerra mondiale, è stata feroce.
Questo per rispondere a chi vuole spiegare le foibe come una vendetta per le violenze subìte in epoca fascista.
Le manifestazioni si chiuderanno l'11 febbraio con la visita alla Mostra sui campi profughi allestita a Padriciano.



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