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Trieste, 27 aprile 2004
PISINO: ONORARE LA MEMORIA DEI CADUTI ITALIANI
Il viaggio nei luoghi nei quali hanno avuto sepoltura caduti italiani
- militari e civili - di cui s'intende onorarne la memoria, ha portato
al Municipio di pisino il console generale d'Italia a Fiume Roberto
Pietrosanto, il colonnello Pietro Ruotolo della Commissariato generale
onoranze ai Caduti in Guerra del Ministero alla Difesa Italiano, il
vicezupano Giuseppe Rota, Eliana Runco della Famiglie Pisinota, Simone
Peri della Famiglia Montonose, Silvio Delbello dell'Unione degli Istriani,
Antonio Paoletich e altri ancora. L'incontro era teso a definire le
modalità degli interventi finalizzati alla sistemazione di
quelle aree del cimitero di Pisino nelle quali hanno avuto sepoltura
militari italiani.
Si tratta di due ali lungo il sentiero che porta al camposanto dietro
la chiesa di San Nicola: praticamente fosse comuni nelle quali, nel
settembre del 1943, sono stati sepolti più di 40 soldati italiani.
Si tratterà innanzitutto di recintare i due perimetri con delle
siepi per impedire che qui vengano parcheggiate le automobili. Verrà
inoltre elaborato un progetto (presente all'incontro anche il progettista,
ing. Dottori del suddetto Commissariato) per rendere degno omaggio
ai caduti.
A tale proposito sarà necessario sottoscrivere una lettera
d'intenti con la Città, che dovrebbe impegnarsi ad assegnare
in usufrutto perpetuo l'area in questione al Ministero italiano alla
Difesa. Positiva la risposta del sindaco di Pisino, Neven Rimanic,
che si è detto d'accordo affinché si proceda all'identificazione
delle particelle catastali, alla verifica dello stato patrimoniale
e all'invio dell'incartamento in sede di Consiglio, per l'approvazione.
Durante il viaggio verso Pisino, la delegazione aveva sostato di fronte
al monumento alla Cava di Cise sulla Pisino-Montona. Una croce in
pietra che si erge su un dolce pendio tra asfalto e alberi, per ricordare
i morti del 10 maggio 1945 fucilati in questo luogo. Un piccolo spiazzo
lastricato ai piedi della croce segna il luogo dell'eccidio, tutto
intorno i nomi dei caduti scolpiti nella pietra.
A fine incontro i partecipanti hanno tenuto a sottolineare l'aspetto
umano della loro richiesta: si tratta di un gesto civile. Un percorso
già realizzato, per altro, e con successo, alla cripta di Cosala
a Fiume.
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