|
Trieste, 10 maggio 2004
CONVEGNO ANVGD: PUNTARE SUI GRANDI EVENTI, PER CREARE INFORMAZIONE
L'approvazione della Legge sulla Giornata
del Ricordo ha determinato una svolta nell'interesse del pubblico
per le tematiche legate all'esodo e alle foibe: ne hanno scritto
i giornali, si sono interessate le emittenti radio-televisive,
alcune scuole hanno organizzato incontri con gli esponenti
delle associazioni degli esuli o con gli storici. Ma, nel
momento stesso, in cui s'apre una nuova pagina di storia per
un popolo sparso, a questo spetta un compito complesso: costruire,
attraverso l'analisi del passato e del presente, un progetto
di salvaguardia e sviluppo della propria cultura, per proiettarla
nel futuro. Come dire che il 10 febbraio diventa un appuntamento
attorno al quale dare vita ad una nuova realtà. L'informazione
a tutti i livelli, assume in questo contesto un'importanza
fondamentale. Ecco perché il primo incontro-convegno, dopo
l'approvazione della Legge, organizzato dall'ANVGD nazionale,
grazie all'impegno del Comitato Provinciale di Trieste, ha
avuto quale tema "L'Istria, i media e l'informazione" e si
è svolto nella città giuliana, nella Sala Azzurra dello starhotel
Savoia Excelsior, venerdì 7 maggio.
Sono stati Renzo Codarin e l'on. Lucio Toth ad introdurre i relatori
ed il tema del dibattito, partendo da una constatazione di fondo: internet
ed un'informazione che oggi si sovrappone e sostituisce il ruolo che
nel passato era affidato soprattutto alla letteratura, aprono nuovi
spazi da conquistare per far conoscere storia, tradizioni, progetti
per il futuro.
A portare il loro saluto ai convenuti, il sindaco Roberto Dipiazza che
ha confermato l'impegno della città nella salvaguardia della memoria
dell'esodo. Mentre il parlamentare Ettore Rosato ha ricordato il percorso
che ha prodotto il voto bipartisan del Parlamento sull'istituzione della
Giornata del Ricordo. Due gli impegni di fondo - ha ribadito - indicati
dalla legge: trasferire nelle scuole nuove conoscenze che tengano conto
della vicenda dell'esodo nella storia del Paese e una maggiore attenzione
ai contatti con la minoranza italiana in Istria, Quarnero e Dalmazia.
Per il consigliere regionale Sergio Dressi, una giusta informazione
deve poter scongiurare il pericolo di nuovi nazionalismi in un'Europa
che s'allarga ad est senza aver risolto tutti i nodi della politica
e della storia.
Ecco perché l'importanza di incontri come questo - voluto da tempo -
ha sottolineato Claudio Grizon, vicepresidente dell'ANVGD triestina.
E l'allargamento ad est dell'Europa ha reso questa necessità ancora
più pressante. Oggi più che mai c'è il bisogno di capire, di sapere.
Gli spostamenti di popoli in Europa, sottaciuti dalla storia, sono molti,
tutti di pari dignità di fronte al diritto alla conoscenza per cercare
di superare le incomprensioni, ed andare avanti.
Procedere secondo un progetto ben definito - questo quanto sottolineato
da Pasquale D'Alessandro, vicedirettore a Roma di RAI 3 e responsabile
del programma Enigma - che ha suggerito una serie di percorsi per informare
in modo mirato e "scientifico". Quando si parla di esodo, molti continuano
a stupirsi: è successo anche durante la realizzazione del programma
Enigma dedicato all'esodo e alle foibe, dopo la cui messa in onda sono
arrivate telefonate e richieste di spiegazioni e indicazioni.
E' importante che a questo punto - così Anna Maria Mori, giornalista
e scrittrice - non si incorra in altri errori. Per decenni, pregiudizi
radicati, facevano coincidere l'esule con fascista, l'Istria stessa
era un pregiudizio, sarebbe errato oggi ridurre la complessa vicenda
dell'esodo al fenomeno, seppur tragico, delle foibe, dimenticando tutto
il resto: i silenzi, gli imbarazzi. L'Istria ha diritto alla verità
- afferma la Mori - autrice di alcune trasmissioni su "Cinqaunt'anni
di solitudine" andate in onda negli anni Novanta su RAI 1. "Ho cercato
sempre di lavorare su ciò che unisce e non a quello che divide" - ribadisce
ricordando di aver firmato con Nelida Milani, docente alla Facoltà di
italianistica di Pola il libro "Bora", nel quale due donne, nate nella
stessa città si raccontano e si confidano le reciproche sofferenze,
ma anche le speranze. Ricostruire una memoria positiva - ribadisce la
Mori - esaltando la bellezza dei luoghi ed i valori delle genti, in
una dimensione con meno steccati.
Ma perché questo silenzio nell'informazione? E' la conseguenza - risponde
Roberto Morelli, direttore dei programmi informativi dell'emittente
triestina Telequattro - di una sottile, strisciante rimozione storica.
I silenzi della politica hanno prodotto un pudore censorio, un eccesso
di zelo durato finché il ruolo della Jugoslavia terzista era funzionale
alla politica internazionale. Oggi questa storia va riletta, ma è sbagliato
affidare il tutto solo alla memorialistica. "Credo nella necessità di
un gesto simbolico dei tre capi di Stato per dare atto ad un grande
esempio di civiltà": gli esuli hanno lasciato le proprie case, i propri
beni, chiudendo semplicemente l'uscio, nulla è stato distrutto, nessun
atto di ribellione. Oggi questo diventa un valore da trasmettere ai
popoli europei, coinvolgendo il mondo dell'informazione, e non soltanto
a livello locale.
Va detto infatti che a Trieste, le tematiche riguardanti l'esodo ed
i confini orientali, hanno avuto comunque sempre eco. E' stato ricordato,
in particolare modo, il progetto avviato negli Ottanta da "Il Piccolo"
con la realizzazione di quattro pagine dall'Istria, Fiume e Dalmazia:
un esperimento unico. A parlarne Pierluigi Sabatti che ne è stato protagonista
in quanto responsabile, da allora, delle pagine "istriane" sulle quali
s'è scritto di Adriatico orientale, ma anche delle questioni legate
al mondo degli esuli, in particolare i rapporti internazionali in materia
di beni abbandonati. E dagli anni Ottanta ad oggi il quotidiano triestino
è stato testimone della trasformazione del gruppo nazionale italiano
che, attraverso elezioni democratiche, ha rinnovato le proprie strutture.
Pierluigi Sabatti ha voluto ricordare che proprio Gruppo '88, un movimento
d'opinione e confronto voluto dagli intellettuali del gruppo nazionale
italiano, ha portato alla nascita della Dieta Democratica Istriana,
oggi il Partito più votato in Istria. Oggi "Il Piccolo" viene distribuito
in Istria, Fiume e Dalmazia con "La Voce del Popolo" ed è diventato
uno strumento fondamentale per realtà ancora divise dai confini, reali
e psicologici.
E sempre a livello locale, fondamentale il ruolo della radio. Rai 3
ha prodotto informazione ma soprattutto programmi di approfondimento.
In particolare "Voci e volti dell'Istria", trasmissione che è riuscita
a ricomporre, idealmente via etere, il mosaico di un popolo, presentando
e dialogando con i protagonisti della storia ma affondando anche nell'attualità.
A parlarne Marisandra Calacione, regista programmista, che ha curato
la trasmissione condotta, nel corso di ben undici anni, da Miglia, Dassovich,
Gliubich, Giuricin e Zanini. Durante il convegno ha fatto sentire anche
un frammento della trasmissione, la toccante testimonianza di una madre
che nella strage di Vergarolla a Pola ha perso tutti e due i suoi giovanissimi
figli.
E' seguita la proiezione di un video dell'ANVGD, introdotto da Lucio
Toth e Alessandro Centenaro, realizzato dalla Venicefilm production
di Padova, intitolato "Esodo" nel quale attraverso immagini d'archivio
e testimonianze si ripercorrono le tappe che hanno portato 350.000 persone
a scegliere la via dell'esilio e a ricostruire altrove la propria esistenza.
Al dibattito anche gli interventi di Silvio Cattalini, del Comitato
provinciale dell'ANVGD di Udine e Silvio Delbello, vicepresidente della
Federazione delle Associazioni degli Esuli che hanno posto l'accento
sulla necessità di far conoscere attività e successi di un impegno che
molte volte si può leggere solo nelle pagine della stampa giuliano-dalmata.
Almeno che - questo uno dei messaggi del convegno - non si crei l'evento,
puntando su iniziative di ampio respiro in grado di coinvolgere il pubblico
e trasformare un interesse particolare in "attesa condivisa".
Annunciati, per tanto, proprio a conclusione dell'incontro, alcuni appuntamenti
di sicuro richiamo: la mostra delle opere provenienti dalle zone d'insediamento
storico degli italiani dell'Adriatico orientale, trasferite a Roma allo
scoppio della guerra, recentemente riscoperte e restaurate. Una seconda
esposizione riguarderà invece le "casite" costruzioni realizzate con
la tecnica del muretto a secco, testimonianza in Istria di una cultura
mediterranea, patrimonio del mondo.
|