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Trieste, 12 maggio 2004
FONDAZIONE RUSTIA TRAINE A ZARA CON LA "MISSA DALMATICA"
Nella Chiesa di Santa Maria del Loreto, dotata del miglior organo della
Diocesi di Zara, il coro Max Reger diretto dal Maestro Adriano Martinolli
D'Arcy ha eseguito, il 9 maggio scorso, la "Missa Dalmatica"
del compositore spalatino Francesco de'Suppé Demelli, noto anche
per le operette viennesi firmate come Franz von Suppé, che era
stata composta a Zara in giovanissima età.
L'evento è stato seguito con grande attenzione da un folto pubblico
che ha gremito la Chiesa in ogni ordine di posti, sottolineando con
calorosi applausi ogni parte della Messa e salutando con un'autentica
ovazione la fine del concerto.
Il Presidente della Fondazione Rustia Traine Renzo de'Vidovich ha introdotto
il concerto, rivolgendosi in lingua italiana al pubblico, con la traduzione
in croato curata dal dott. Mladen Culic Delbello per consentire ai numerosi
locali presenti di comprendere compiutamente l'importanza dell'esecuzione
e l'impegno della Fondazione nel far conoscere l'opera.
"La Missa è stata eseguita a Zara, per la prima volta, -
ha ricordato de'Vidovich nel suo intervento - nel 1883 nella chiesa
di S. Anastasia, quando l'autore aveva solo 14 anni. Questo appuntamento
fa seguito ad una serie di incontri che vogliono promuovere nel mondo
la conoscenza dei grandi artisti dalmati. Dopo Tommaseo e Suppé
sarà la volta dei pittori contemporanei quali Tullio Crali, Secondo
Raggi Karuz, ed altri ancora".
Il Console d'Italia a Spalato, dottor Marco Nobili, dopo aver ringraziato
Mons. Pavao Kero, che ha consentito il reperimento di alcune parti della
Missa che erano considerate perdute, e le numerose personalità
della cultura italiana e croata in Dalmazia, presenti al concerto, ha
rivolto un deferente omaggio all'Arcivescovo di Zara Mons. Ivan Prengia,
che ha chiamato "il Vescovo mio e di tutti gli zaratini sparsi
nel mondo" sottolineando che per la Chiesa cattolica universale
il vescovo della città dove si è nati, rimane la guida
spirituale di tutti i cittadini, anche se lontani dalla loro città
natale.
Rachele Denon Poggi
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