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Trieste, 2 giugno 2004
FIUME : 53.ESIMO RADUNO DELLA SEZIONE DI FIUME DEL CAI
Un avvenimento da ricordare: il 53.esimo Raduno della sezione di
Fiume del Club Alpino Italiano. E' il primo, dopo l'esodo, ad essersi
tenuto nuovamente sulle rive del Quarnero e sui monti di "casa".
Tutto ha avuto iniziato venerdì 28 maggio, con un'escursione
sul Monte Nevoso (lo Snenik sloveno), una classica per gli alpinisti
fiumani. Poi, sabato, c'è stata la salita sulla cima del Monte
Maggiore, dal versante istriano (Vela Ucka) e discesa a Sella Poklon.
Per molti dei partecipanti, neofiti, la grande emozione di ammirare
il panorama a 360 gradi dell'Istria, la Cicceria e il Quarnero.
In serata ad Abbazia, all'albergo "Belveder", si è
tenuta l'assemblea annuale, alla quale hanno presenziato in qualità
di ospiti Francesco Bianchi, vicepresidente del CAI centrale, e Branko
Lenic, consigliere della "Platak" di Fiume, la società
alpina che si può considerare l'erede naturale del glorioso
Club alpino Fiumano e che da alcuni anni ha stabilito alcune forme
di collaborazione con la sezione degli esuli del CAI. In chiusura
di serata, il noto alpinista e scrittore fiumano Mario Schiavato,
uno dei maggiori esperti e profondo conoscitore delle montagne della
zona, ha regalato una proiezione di diapositive con immagini della
vecchia Fiume e dei monti del circondario. Ricordiamo che Mario Schiavato
è anche autore di versi di grande bellezza ispirati dalle sue
escursioni in montagna.
Domenica mattina una delegazione del CAI ha deposto una corona di
fiori presso l'ossario della Cripta di Cosala. Poi, la comitiva si
è trasferita alla cattedrale di S. Vito dove ha assistito alla
S. Messa in italiano, che per l'occasione è stata concelebrata
da don Ivan Jurasic, guida spirituale della Comunità dei fedeli
fiumani, e dall'esule padre Sergio Katunarich, che con un'omelia improntata
sul significato di Pentecoste, pronunciata in dialetto, ha dato un'ulteriore
impronta di fiumanità all'avvenimento. Padre Katunarich, che
sappiamo essere anche poeta in vernacolo, ha chiuso l'incontro in
Comunità con la lettura di una filastrocca (in fiuman) scritta
per questa particolare circostanza.
A nome della Comunità, è stata la presidente della Giunta
esecutiva, Patrizia Pitacco, a salutare l'assemblea e gli ospiti del
CAI di Fiume. Guido Brazzoduro, nella sua triplice veste di consigliere
del CAI, sindaco del Libero comune e presidente della Federazione
degli esuli, nonché Dino Gigante, presidente della sezione
di Fiume del CAI, hanno riassunto in breve le conclusioni dell'assemblea
di sabato, affermando che in futuro si punterà a realizzare
un progetto di allargamento della sezione ai fiumani rimasti ed al
varo di iniziative comuni che possano coinvolgere tutti i fiumani
appassionati di montagna, affinché si possa andare assieme
sui monti del Quarnero ma anche più lontano.
In occasione dell'incontro, nella nota diramata dal CAI, si legge
tra l'altro: "La Sezione di Fiume del CAI è particolarmente
impegnata - attraverso il suo Presidente, Dino Gigante, nella promozione
e divulgazione della cultura montana verso i giovani. A tale riguardo
la Sezione intende rinnovare la gestione del proprio storico Rifugio
"Città di Fiume" al Pelmo, nel cuore delle Dolomiti
(Alta Via numero 1), allo scopo di creare una vera e propria scuola
dell'andar per monti, rivolta a tutti i giovani e aperta anche ai
giovani fiumani del Duemila.
Le attività gestionali all'interno del rifugio - così
ancora nel comunicato -, verranno impostate secondo criteri socio-educativi,
in linea con i principi dettati all'interno della Libera Università
della Montagna del CAI. Altro obiettivo della"trasferta"
a Fiume dei fiumani - nell'ambito del fine statutario dell'associazione
di studio e ricerca sulla montagna - è quello di porre le basi
per una nuova pubblicazione oggi assente, la Guida dei Monti di Fiume,
in edizione multilingue, raccogliendo suggerimenti e materiali dalle
fonti locali, dagli alpinisti fiumani, e ordinandolo seguendo le orme
della guida del Depoli, edita dal Club Alpino Fiumano nel 1912.
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