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Trieste, 7 giugno 2004
PRESENTATO "VENEZIA GIULIA E FASCISMO" DI ALMERIGO APOLLONIO
Tredici anni di storia della
Venezia Giulia - dall'affermazione della Dittatura mussoliniana allo scoppio
della Guerra d'Africa, 1922/1935 - analizzati da Almerigo Apollonio che
offre una chiave di lettura, per certi versi, nuova, di ciò che
fu il fascismo a Trieste e provincia. Il tutto in un volume, fresco di
stampa delle edizioni LEG (Libreria Editrice Goriziana), pubblicato per
i tipi dell'Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata
di Trieste.
Il libro è stato presentato, nei giorni scorsi, nella sala delle
conferenza dell'Unione degli Istriani, con gli interventi di Silvio Delbello
(Presidente dell'IRCI e dell'Unione degli istriani), Piero Delbello (direttore
dell'IRCI) e con la partecipazione dell'autore stesso.
Al prof. Giuseppe Parlato, dell'Università San Pio V di Roma, il
compito di "spiegare" l'opera.
E' un libro "complesso, - ha affermato - e per questo in controtendenza.
Oggi la storia è di moda, e lo è in particolare il fenomeno
del fascismo che riesce a vendere, a patto però che ci sia lo scoop
e il tutto venga raccontato come una storiellina".
Il pregio - ed il difetto, per tali odierne tendenze - del volume di quasi
cinquecento pagine - ha sottolineato il prof. Parlato entrando con decisione
nei capitoli del libro - è il suo rigore e la scelta di produrre
un formidabile apparato di note che "mette paura a chiunque".
L'autore affronta così un tema di "attuale successo editoriale"
ma usando "termini formali del tutto non accattivanti".
Di grande presa comunque, i contenuti, ovvero gli indubbi spunti di riflessione
che scaturiscono dalla lettura dei documenti e dalla relativa presentazione
e commento. Si scopre così, che il fascismo non è da considerarsi
il primo fenomeno di massa organizzato a Trieste: le prime sono state
le aggregazioni linguistiche. A Trieste, inoltre, la "normalizzazione"
della Milizia non sembra avesse avuto effetti come altrove e, pertanto,
qui le violenze fasciste continuarono. Altro spunto di riflessione, i
dati statistici sul numero dei fascisti a Trieste: ampiamente gonfiati,
avverte l'autore analizzando le cifre a disposizione, tanto da arrivare
alla seguente riflessione "
agli albori del 1924 e alla vigilia
della nuova campagna elettorale, può essere opportuno porci il
quesito se il Governo Mussolini - come è stato supposto da certa
storiografia - godesse effettivamente il favore della maggioranza della
società giuliana di lingua italiana o della parte più politicizzata
di questa, quale conseguenza di una adesione ideologica o sentimentale
della società triestina postirredentista agli ideali nazionalisti
e antidemocratici del fascismo e del suo Duce"
Emergono inoltre figure interessanti, personaggi che Apollonio "racconta"
nelle loro convinzioni, contatti e dubbi.
Un libro quindi da centellinare, da esplorare in tutti i suoi "meandri"
alla ricerca di quella verità svelata dall'interpretazione dei
documenti
che continua.
La collaborazione di Apollonio con l'IRCI, ormai consolidata, sarà
confermata da altri, futuri, testi sulla storia istriana-fiumano-dalmata.
"E' questa la funzione dell'IRCI - ha voluto ribadire il suo direttore,
Piero Delbello, durante la presentazione - salvaguardare tutto ciò
che può ricondurci alle vicende di un popolo sparso, quindi a rischio
d'estinzione, perché sradicato dal territorio. Un modo per "salvarci"
è proprio la raccolta di dati, sul territorio e in archivio".
E Almerigo Apollonio, pur appartenendo al mondo dell'amministrazione
è riuscito a far emergere questa sua passione per l'indagine
e lo studio "dopo il pensionamento - ha spiegato Silvio
Delbello - si è dedicato alla storia applicando alla
ricerca il rigore, la precisione che appartengono alla sua
formazione specifica".
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