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Sabato a Udine "I poeti della costa" ospiti dell'ANVGD
14 giugno 2004

 

Trieste, 14 giugno 2004

SABATO A UDINE "I POETI DELLA COSTA" OSPITI DELL'ANVGD

"I poeti della costa", spettacolo multimediale del Piccolo Teatro Città di Capodistria, verrà presentato sabato, 19 giugno 2004, al Teatro San Giorgio di Udine (Via Quintino Sella, 5), con inizio alle ore 17, grazie all'organizzazione del Comitato Provinciale di Udine dell'ANVGD che continua ad impegnarsi per proporre e divulgare la cultura istriana, fiumana e dalmata in regione, rivolgendosi ai suoi soci ma anche al vasto pubblico.
Questa volta, a parlare, saranno voci, suoni e immagini di una terra piena di fascino "cantata" dai suoi poeti.
Idealmente si parte dalla città di Fiume con i versi di Egidio Milinovich.
Di professione metalmeccanico, Milinovich considerava la sua poesia dialettale momenti di vita affidati ai versi.
Si risale la costa istriana con Eligio Zanini e Giusto Curto: nei loro versi nel vernacolo rovignese, oltre ad aver operato un'opera di recupero filologico, hanno saputo "raccontare" un piccolo mondo, soprattutto marittimo e di mare, emblematico di una mentalità ed un modus vivendi molto particolari, quasi unici nel panorama istriano. Zanini è inoltre autore del romanzo "Martin Muma" sul gulag dell'Isola Calva.
Mario Schiavato (Dignano), ha dedicato parte della sua poesia ad un mondo contadino e alla sua inarrestabile decadenza.
Il viaggio poetico approda, poi, a Trieste con Virgilio Giotti, massimo poeta triestino, Carolus Cergoly, uno dei più amati, autore, tra l'altro, del romanzo che tanta notorietà seppe dargli: "Il complesso dell'Imperatore", e Claudio Grisancich con le sue poesie dialettali nelle quali spalanca una Trieste aggrappata ai miti, eppure pronta ad accettare nuove sfide, ciarliera e piena di atmosfere, per certi versi inedita.
E, in questo viaggio, si raggiunge Venezia con Giacomo Noventa e la sua poesia detta in una "lingua veneziana" di sua invenzione. Egli si rifà ai grandi temi e motivi della tradizione romantica, in netta e quasi polemica alternativa al decadentismo novecentesco. Chiude il veneziano Raffaele Cecconi, con la sua poesia che affonda sempre nel groviglio della vita.
La regia dello spettacolo è di Livio Crevatin che ha voluto con se, in questa "fatica", gli attori Nikla Panizon e Fabio Musco, la cantante Ornella Serafini, il chitarrista Marco Vilevich, la Compagnia di Ballo del Friuli Venezia Giulia e la coreografa Nicoletta Josifescu.




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