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Trieste, 8 luglio 2004
FEDERAZIONE: INDENNIZZI, IN ATTESA DI UNA RISPOSTA
Il
Parlamento italiano ha detto sì alla futura adesione della Croazia
all'Unione Europea. Un voto a larghissima maggioranza (52 i contrari,
quasi tutti deputati di An) su proposta del governo Berlusconi, arrivato
dopo una lunga genesi, superando non pochi ostacoli. Non ultimo la volontà
del governo di Zagabria, che poi ha fatto marcia indietro, di varare una
zona ittica esclusiva nell'Adriatico.
Rimangono aperti i problemi degli esuli ai quali lega il proprio voto
contrario An.
Nel suo intervento, l'on. Roberto Menia, ha sottolineato tra l'altro che
"non possiamo tenere conto, ancora una volta, di promesse che abbiamo
visto smentite in tante, troppe occasioni, in tutti i nostri contraddittori
con l'area balcanica. Non mi interessa - ha dichiarato - se il ministro
Frattini ha affermato che a settembre verrà nuovamente nuovamente
riunita la commissione sui beni, poiché è anche opportuno
che il parlamento sappia che, a proposito della citata commissione, questa
si era instradata su un percorso assai strano, in base al quale la Croazia
poteva impegnarsi al masimo, a restituire i beni ai cosiddetti optanti,
vale a dire a coloro che non avevano optato per la cittadinanza italiana".
Ettore Rosato, deputato triestino, afferma che "Pur rimanendo ancora
in piedi alcuni problemi da risolvere, l'approvazione dell'Italia alla
preadesione della Croazia all'Ue è un segnale che serve a dare
stabilità ai Balcani".
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