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Si gira in Montenegro "Il cuore nel pozzo", la fiction sulle foibe
16 luglio 2004

 

Trieste, 16 luglio 2004

SI GIRA IN MONTENEGRO "IL CUORE NEL POZZO", LA FICTION SULLE FOIBE

A Budva, un paesino sulla suggestiva costa montenegrina, si sta realizzando una delle più importanti e controverse produzioni Rai del momento: "Il cuore nel pozzo", un film di due puntate da novanta minuti ciascuno realizzato dalla Rizzoli audiovisivi, che racconterà a milioni di telespettatori una delle tragedie più atroci del Novecento. Delle circa diecimila vittime di quella tragedia si è mantenuto sempre un vivo e partecipe ricordo locale ma a livello nazionale se ne è parlato poco. Per una serie di motivi, dall'appoggio dato da Togliatti alla politica di occupazione jugoslava dei territori italiani alla necessità politica da parte dei governi occidentali di non mettere in imbarazzo il maresciallo Tito dopo la clamorosa rottura con Stalin nel '48. Sicché l'argomento è diventato scomodo, "politicamente scorretto".
Ma la complessità del tema proposto, tiene a spiegare il regista Alberto Negrin - in un'intervista concessa al Corriere della Sera -, non deve far pensare a un film di ricostruzione storica. Questo è un racconto epico dove in primo piano non sono gli scontri politici e ideologici, ma il dramma umano di persone normali nel momento più difficile del Novecento.
Il film, su soggetto di Massimo e Simone De Rita, racconta la storia di una piccola comunità istriana sconvolta dalla guerra civile. Come avvenne nella realtà, le vicende private si intrecciano con quelle pubbliche.
Interpreti, il popolare attore serbo Dragan Bjelogrlic, la bella Sonia Aquino, un inedito Leo Gullotta, i giovanissimi Gianluca Grecchi e Adriano Todaro.
La storia è quella di una fuga del prete attraverso le campagne dell'Istria verso il confine con l'Italia per mettere in salvo il piccolo Carlo e il suo compagno. Attorno a questi personaggi ruotano le figure del reduce alpino Ettore (Beppe Fiorello), della sua fidanzata Anja (Antonia Lìskova), dei genitori di Francesco, Marta, insegnante, e Giorgio, il medico del paese (interpretati da Mia Benedetta e Cesare Bocci), di Walter (Marcello Mazzarella), rappresentante del CLN che sarà sacrificato dai titini nonostante la fede comunista. E centinaia di comparse, o meglio sarebbe dire coprotagonisti di una storia dimenticata.
La consulenza scientifica è stata affidata a Giovanni Sabbatucci, docente di Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma.
La prima puntata del "Cuore nel pozzo" sarà trasmessa da Raiuno il 10 febbraio 2005, Giornata del Ricordo.




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