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Trieste, 18 luglio 2004
SI È SPENTO PADRE ANTONIO VITALE BOMMARCO
Si è
spento Padre Antonio Vitale Bommarco, "anima" dei
chersini, uomo giusto, un faro per il suo popolo ed i fedeli
che gli renderanno omaggio lunedì, alle ore 11 presso
la Chiesa del Santo di Padova e, nel pomeriggio, presso la
Basilica di Aquileia.
Lo vogliamo ricordare con il testo che qui pubblichiamo, scritto
da una persona a lui vicina, Walter Arzaretti già membro
della sua segreteria, ma anche con l'intervista
che aveva rilasciato qualche tempo fa al CDM, dove si coglie
la profondità del suo pensiero e la vastità
del suo respiro di uomo colto, aperto, innamorato del mondo
perché fiero delle proprie radici, alle quali tornava,
ogni anno, per immergersi nelle acque limpide di Cherso e
ritrovare se stesso.
Così lo ricordiamo
Antonio Bommarco nasce a Cherso il 21 settembre 1923 da Luigi e da Giovanna
Sussich. A undici anni entra nei seminari della Provincia Patavina dell'Ordine
dei Frati Minori Conventuali; emette quindi la professione semplice l'8
settembre 1940, assumendo il nome religioso di Vitale, e quella perpetua
il 4 ottobre 1945. Colpito nel 1946 da una grave malattia polmonare, ha
sempre definito non spiegabile umanamente il suo superamento. [Ha trascorso
un periodo di riposo presso la casa di Montericco a Monselice.] Ordinato
sacerdote a Padova l'8 dicembre 1949, assume a 29 anni l'incarico di guardiano
del convento di San Pietro di Barbozza (Tv) dove si fa apprezzare per
la vicinanza alla gente e l'interessamento a problemi e situazioni del
luogo: qui funge pure da rettore della casa di formazione per aspiranti
fratelli e direttore spirituale.
Le sue doti di organizzatore riemergono poi nel 1961, allorché
viene chiamato a dirigere le Edizioni "Messaggero di Sant'Antonio",
potenziandone la qualità delle proposte e l'organizzazione del
lavoro (l'attuale impianto tipografico ed editoriale di Noventa Padovana
va ascritto a suo merito).
Nel capitolo provinciale del 1964 Padre Bommarco viene chiamato alla responsabilità
di ministro della Provincia Patavina di Sant'Antonio dei Minori Conventuali,
con giurisdizione sui conventi del Triveneto e Lombardia; al governo della
provincia è riconfermato nel 1967 e 1970. In quel periodo ricopre
l'incarico anche di presidente della Conferenza Mediterranea dei Ministri
Provinciali dei Francescani Conventuali. E' nel maggio 1972 che Padre
Vitale Bommarco viene posto in Assisi a capo dell'intero ordine, nella
successione di San Francesco, portandosi da Padova a Roma e iniziando
il servizio itinerante di guida e "rivitalizzazione" dei numerosi
frati conventuali sparsi nel mondo. Sua particolare preoccupazione come
ministro generale è la dilatazione del carisma missionario francescano,
concretizzatasi nell'apertura di dieci nuove stazioni di presenza dei
frati conventuali nei cinque continenti. Confermato ministro generale
nel capitolo del 1978, chiude anzitempo il suo servizio all'ordine nel
1982 con la celebrazione dell'ottavo centenario della nascita di San Francesco
d'Assisi e del 750° della morte di Sant'Antonio di Padova (dei resti
dei due santi Padre Bommarco cura personalmente le ricognizioni canoniche
e più idonee collocazioni), nonché con la canonizzazione
del confratello San Massimiliano Kolbe, riconosciuto dalla Chiesa quale
martire anche grazie alla caparbietà e a nuove intuizioni del Ministro
Generale. La chiamata di Padre Antonio Vitale Bommarco al ministero episcopale
nella sede metropolitana di Gorizia e Gradisca porta la data all'11 novembre
1982, seguita il 6 gennaio 1983, solennità dell'Epifania, dalla
consacrazione in San Pietro per le mani di Papa Giovanni Paolo II. Monsignor
Bommarco fa quindi solenne ingresso nell'arcidiocesi isontina il 6 febbraio,
iniziando il cammino da Aquileia, antica sede della plurimillenaria chiesa
e poi centro dell'omonimo patriarcato: alla sua prestigiosa storia, al
suo patrimonio di civiltà e culto cristiani, alla sua splendida
basilica, l'arcivescovo Bommarco dedicherà per vent'anni tante
energie, contribuendo in modo significativo al restauro e riassetto della
monumentale basilica (in particolare dei mosaici pavimentali, della cripta,
dell'aula battesimale, realizzando pure il nuovo organo) e al rilancio
degli studi e delle proposte culturali (vedasi l'iniziata edizione del
"Corpus scriptorum Ecclesiae Aquileiensis"), nonché promuovendo
fortemente iniziative di comunione tra le chiese "figlie" dell'antica
metropoli aquileiense, sviluppate soprattutto nel triennio preparatorio
al Grande Giubileo del 2000. In vista di esso, a Monsignor Bommarco è
affidata la presidenza del Comitato Regionale per il Grande Giubileo delle
diocesi del Friuli-Venezia Giulia, permettendogli così di riaffermare
nei fatti le sue forti convinzioni pastorali circa la necessità
di una intensa comunione fra le chiese dello stesso territorio regionale
(tradottasi anche nell'istituzione di un unico Seminario interdiocesano
Udine-Gorizia-Trieste per la formazione delle vocazioni al presbiterato)
e pure nella stessa regione civile.
Quale pastore dell'arcidiocesi di Gorizia, S. E. Monsignor Bommarco, sempre
con stile francescano, si coinvolge moltissimo con quella realtà
ecclesiale e pure civile, culturale, etnica e umana, preoccupato delle
situazioni concrete delle persone e famiglie, del lavoro (vedasi la crisi
dei cantieri di Monfalcone), di superare nella proiezione della nuova
Europa le negative conseguenze indotte dall'innaturale confine che aveva
diviso Gorizia nel secondo dopoguerra, di allacciare contatti con le Chiese
d'oltreconfine nello spirito della fraternità fra i popoli (si
veda l'avvio della tradizione del pellegrinaggio-incontro al Santuario
di Montesanto con la diocesi di Koper, Capodistria), dello sviluppo e
valorizzazione del patrimonio di storia, arte e tradizioni della città
e dell'insigne Chiesa Goriziana. Fra i molteplici suoi interventi si ricordano
i restauri del Palazzo Arcivescovile, la realizzazione di una casa di
accoglienza per sacerdoti anziani e ammalati, il deciso orientamento in
favore della scuola cattolica con la fondazione e gestione da parte dell'arcidiocesi
del Liceo Linguistico "Paolino d'Aquileia" e della Scuola Media
"C. M. d'Attems" nei locali del seminario arcivescovile, il
progetto del nuovo museo diocesano, la coraggiosa realizzazione ed istituzione
del monastero di clausura delle Clarisse a Gorizia, il sostegno alle parrocchie
(nelle quali tutte compie la visita pastorale ed è costantemente
presente) nei restauri degli edifici sacri e nella realizzazione di ricreatori
e strutture comunitarie. Nel 1996 l'arcivescovo Bommarco indice il secondo
Sinodo della Chiesa Goriziana, convocando per due anni le sue varie articolazioni
a dare nuove risposte alle necessità pastorali dell'arcidiocesi
e del territorio isontino, visitate ad Aquileia e Gorizia dal Santo Padre
Giovanni Paolo II (accolto da Monsignor Bommarco) ancora nel 1992.
Lasciata per limiti di età la guida dell'arcidiocesi nel settembre
1999 e terminati pure gli impegni del coordinamento regionale del Giubileo
del 2000 (e del servizio affidatogli dalla Santa Sede di Delegato Apostolico
dell'Ordine dei Mechitaristi Armeni), Monsignor Bommarco ha trascorso
alcuni anni di quiescenza a Trieste presso il Convento Francescano di
via Giulia, dedicandosi alla preghiera, allo studio, all'aiuto della locale
comunità di frati, all'esercizio del sacro ministero dove richiesto,
senza comunque perdere di vista numerosi progetti ed obiettivi che gli
stavano a cuore, tra i quali le cause di canonizzazione del Beato Odorico
da Pordenone e di beatificazione di Padre Placido Cortese, nonché
le diverse problematiche e programmi sociali e culturali della Comunità
Chersina "Francesco Patrizio", di cui è tra i fondatori
e presidenti. Ed è indubbiamente verso Cherso che il cuore e la
volontà di Monsignor Antonio Vitale Bommarco ha continuato ad effondersi
fino agli ultimi giorni di vita guardando sempre al futuro che attende
l'isola, dopo tante sofferenze, nella dimensione della riconciliazione
tra le etnie e nello spirito di unione proprio della nuova Europa.
Walter Arzaretti (già membro della segreteria dell'Arcivescovo).
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