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S'intitola "Restauro di capolavori dall'Istria: da Paolo Veneziano a Tiepolo" la mostra che verrà allestita prossimamente al Museo Rivoltella di Trieste (Via Diaz 27), grazie alla collaborazione tra il Comune di Trieste, la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, e l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, con l'alto patronato del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ed il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Sarà un'esposizione di grande interesse in quanto mette in luce i risultati del "restauro di alcuni capolavori" che allo scoppio della seconda guerra mondiale erano stati messi in salvo e che ora sono stati riportati all'originale bellezza dopo un lungo lavoro sulle tele e gli arredi sacri.
Ed è proprio all'attività di recupero dell'antica bellezza che sono dedicate le tre Conferenze - che annunciano la Mostra - e che si svolgeranno all'Auditorium del Museo Revoltella per tre mercoledì: 16 marzo, 6 e 20 aprile 2005, sempre con inizio alle ore 17.
Il primo appuntamento vedrà la partecipazione dei massimi esponenti degli enti organizzatori, vale a dire Comune, Soprintendenza e ANVGD. Interverranno il Comm. Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste, l'Arch. Ugo Soragni, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del FVG, l'Arch. Giuseppe Franca, Soprintendente Reggente, il Rag. Renzo Codarin, Vice Presidente ANVGD Nazionale e la Dott.ssa Maria Masau Dan, Direttrice del Museo Rivoltella di Trieste.
Alla dott.ssa Elisabetta Francescutti, il compito di presentare le "Opere del Rinascimento", attraverso l'analisi condotta dagli specialisti. Con la proiezione di diapositive saranno illustrate le varie fasi del restauro che ha coinvolto diversi laboratori oltre che soffermarsi sul valore di tele e sculture che raccontano la realtà di un ricco mondo istriano.
Le tre conferenze saranno accompagnate da concerti di musiche relative al periodo di riferimento delle opere pittoriche, grazie al coinvolgimento di gruppi di musica antica del Friuli Venezia Giulia che hanno voluto omaggiare questo momento di grande valenza culturale.
Il primo appuntamento sarà con il "Trio Nova Academia" con Stefano Casaccia, Luca Ferrini e Claudio Gasparoni che si cimenteranno in musiche del Rinascimento e del primo Barocco per clavicembalo, viola da gamba e flauto.
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S'intitola "Restauro di capolavori dall'Istria e dal Quarnero: da Paolo Veneziano a Tiepolo" la mostra che verrà allestita al Museo Revoltella, nel 2005, grazie alla collaborazione tra il Comune di Trieste, la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, e l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, con l'alto patronato del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ed il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Si tratta di un'esposizione che susciterà grande interesse in quanto mette in luce i risultati del "restauro dei capolavori" che allo scoppio della seconda guerra mondiale erano stati messi in salvo in varie città italiane e che ora sono stati riportati all'originale bellezza dopo un lungo lavoro sulle tele e gli arredi sacri.
Le tappe che hanno portato alla realizzazione di quest'esposizione, saranno illustrate, nel corso di una conferenza stampa, alla quale parteciperà l'on. Prof. Vittorio Sgarbi, mercoledì 22 dicembre alle 11.00, all'Auditorium del Museo Revoltella.
A prendere la parola saranno anche i massimi esponenti degli enti organizzatori.
Attraverso la proiezione di diapositive verranno presentate le varie fasi del restauro che ha coinvolto diversi laboratori oltre a quelli di Trieste e Udine, quelli di Venezia e Roma per un risultato corale che potrà essere ammirato al Museo Revoltella all'inizio dell'anno 2005 per una durata di sei mesi.
Tutto il lavoro svolto fino ad ora è documentato dal catalogo che accompagnerà l'esposizione con contributi di specialisti del settore ed un corredo iconografico di grande bellezza
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Si terrà il 7 maggio a Trieste un Convegno
nazionale dedicato al tema dell'"Istria, i media e l'informazione"
voluto dall'ANVGD, Comitato provinciale di Trieste,
in collaborazione con l'Associazione nazionale e con il Centro
di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana
Fiumana e Dalmata.
Sarà una giornata di interventi e comunicazioni affidate
ad operatori del settore dell'informazione che già
hanno affrontato i temi dell'Esodo e delle Foibe e che quindi
possono testimoniare il proprio impegno ma anche la difficoltà
di coinvolgere i media su queste tematiche, fino ad ora.
L'appuntamento è al Star Hotel Savoia Excelsior (Riva
del Mandracchio 4) con inizio alle ore 9. Ad aprire i lavori
saranno Renzo Codarin, Presidente del Comitato provinciale
di Trieste dell'ANVGD, il Vice Presidente Claudio Grizon
e l'on. Lucio Toth, presidente ANVGD nazionale.
Il convegno triestino s'aprirà con il saluto delle
autorità, al quale seguiranno le testimonianze dei
giornalisti locali, i più coinvolti ed impegnati nell'informazione
sulle tematiche specifiche: Pierluigi Sabatti, Roberto Morelli,
Fausto Biloslavo. Seguiranno gli interventi di Anna Maria
Mori, Pasquale D'Alessandro, Marisandra Calacione.
Sarà il Presidente dell'ANVGD Nazionale, on Lucio Toth
ad introdurre la visione del documentario intitolato "Esodo-La
memoria negata" che la stessa ANVGD ha affidato alla
realizzazione della Venice Film Production.
A parlare di questa esperienza ci sarà Alessandro Centenaro
della Venice Film Production di Padova. Seguirà la
proiezione del video per la regia di Nicolò Buongiorno,
i testi storici di Alex Luria e le musiche di Raul Lovisoni.
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Sabato 20 dicembre 2003, alle ore 18.00, nella
sala conferenze della Scuola Media G.Roli di
Borgo San Sergio a Trieste si terrà il concerto
di Natale della nuova Banda dellAssociazione, diretta
dal m° Ernesto Beacovich.
La costituzione della Banda è stata possibile grazie
al finanziamento della L.72/2001.
E' con grande soddisfazione che, in occasione del Concerto
di Natale di quest'anno, presentiamo alla comunità degli istriani,
fiumani e dalmati, ed alla nostra città, la Banda Musicale
della nostra Associazione.
Questa iniziativa l'abbiamo fortemente voluta, in quanto siamo
conviti che le tradizioni popolari e la cultura musicale della
nostra gente debbano essere valorizzate, come patrimonio condiviso
da trasmettere alle nuove generazioni.
Un doveroso riconoscimento va in questa occasione al Governo
Italiano, ed in particolare del Ministero per il Beni
e le Attività Culturali, che - ai sensi della Legge 72/2001
- ne ha finanziato la costituzione. A Ernesto Beacovich e
ad Antonio Kodarin desideriamo esprimere il nostro più vivo
ringraziamento per aver accolto con entusiasmo la nostra idea
e per averci aiutato a realizzarla.
A tutta la comunità desideriamo formulare i nostri più
cari auguri per un Sereno e Santo Natale ed un Felice Anno
Nuovo.
Claudio Grizon Renzo
Codarin
Vice Presidente Presidente
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Trieste, 17 ottobre 2003
Per "far conoscere la grande musica degli autori del
nostro territorio, dal Veneto alla Dalmazia" il CDM
ha voluto organizzare un Festival che prenderà il via
il 23 ottobre per concludersi il 17 novembre. Sei appuntamenti
di tutto rispetto, secondo un progetto ambizioso, partito
in sordina alcuni anni fa, con le prime due edizioni volute
dall'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Trieste.
Ora, l'appuntamento musicale intitolato "Da Venezia all'Istria"
punta a diventare un evento culturale di respiro nazionale
ed internazionale.
Sotto la guida ed il coordinamento del Centro di Documentazione
Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana e Dalmata
ed ancora con la collaborazione dell'ANVGD di Trieste,
il 23 ottobre nella Sala dei Concerti di Palazzo Modello sede
della Comunità degli Italiani di Fiume si inaugurerà
infatti, alle ore 19, la terza edizione del Festival.
L'iniziativa è stata presentata stamani, durante una
conferenza stampa, presso la sede del CDM dal direttore del
Centro, Claudio Grizon, affiancato dal maestro Romolo
Gessi per il coordinamento artistico, e da Rossana
Poletti per l'organizzazione.
Dopo Fiume, la rassegna musicale farà tappa al Duomo
di Muggia (25 ottobre, ore 20.30), alla Chiesa dei Filippini
a Vicenza (26 ottobre, ore 20.30), al Museo Regionale di Capodistria
(6 novembre, ore 19.00), all'Auditorium Biagio Marin di Grado
(9 novembre, ore 18.00) e al Teatro della Comunità
degli Italiani di Pola (17 novembre, ore 18.30).
"Vogliamo percorrere idealmente - ha sottolineato il
direttore del CDM Claudio Grizon - l'identità culturale
che lega queste terre attraverso un filo musicale che le racconta
e ne esalta storia e civiltà".
Ospiti del Festival saranno l'Orchestra da Camera del Friuli
Venezia Giulia, diretta dal maestro Romolo Gessi (23, 25 e
26 ottobre), il gruppo di musica medievale Dramsam di Gorizia
con I solisti istriani (9 novembre), il trio costituito da
Sonia Dorigo, soprano, Lucio Degani, violino e Franco Calabretto,
pianoforte (6 novembre) ed il duo formato da Emanuele Baldini,
violino e Cristina Santin, pianoforte (17 novembre).
"Il programma musicale sarà particolarmente ricco
e vario, - ha spiegato il maestro Romolo Gessi ai giornalisti
presenti alla conferenza stampa - a partire dalla musica alto
medievale, per giungere al barocco veneziano, con Albinoni,
Vivaldi e Tartini, ed agli autori veneti, giuliani ed istriani
quali Dallapiccola, Merkù, Barison, Busoni per passare
poi alle musiche di respiro viennese e tedesco con valzer
e operette che, culturalmente, mantengono un legame molto
stretto con la cultura delle nostre genti".
La manifestazione ha avuto il patrocinio del Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, della Provincia di
Trieste, della Provincia di Vicenza, del Comune di Muggia
e di Grado. Preziosa poi la collaborazione del Comune di Capodistria
e del Museo Regionale di Capodistria, quella delle Comunità
degli Italiani di Pola e Fiume ed in particolare della Società
Cultura e Spettacolo di Vicenza.
Da segnalare il sostegno del progetto da parte dell'Associazione
Internazionale dell'Operetta - Friuli Venezia Giulia e della
Regione Autonoma Friuli - Venezia Giulia.
"Il CDM e l'ANVGD di Trieste, - ha ricordato infine Rossana
Poletti - intendono affiancare il prossimo anno al Festival
un Concorso per l'esecuzione di brani d'autore del nostro
territorio nell'ambito del Leone di Muggia - Concorso Letterario
- vale a dire in collaborazione con il Comune di Muggia e
l'Università Popolare di Trieste. La finalità
è quella di stimolare i giovani allo studio e alla
conoscenza di questi geni della musica nati o formatisi nell'area
adriatica della Serenissima".
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A sessant'anni dal martirio - 5 ottobre 1943/5 ottobre 2003
- la città di Trieste intitolerà una via a Norma Cossetto.
La cerimonia, che si svolgerà domenica 5 ottobre alle ore
11.45 nelle vicinanze della chiesa di S. Gerolamo di Via
Capodistria 8, vedrà riuniti autorità e parenti, gli amici,
le famiglie, gli esuli dall'Istria. A benedire la via sarà
don Paolo Rakic.
Perché, chi è stata ed è, Norma Cossetto?
La vicenda è quella di una ragazza istriana, nata a Santa
Domenica di Visinada, il 17 maggio del 1920. La
sua famiglia era amata dalla gente del posto, suo padre si
adoperava spesso per aiutare gli altri, così facevano le sue
figlie. Nel settembre del 1943, Norma, allora laureanda in
lettere e filosofia all'Università di Padova, girava in bicicletta
nei comuni del circondario per raccogliere materiale per completare
la sua tesi di laurea sull'Istria di terra rossa.
Il 25 settembre un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto.
Il giorno successivo, Norma venne condotta prima nella ex
caserma dei Carabinieri di Visignano, poi trasferita a Parenzo
poi ad Antignana. Torturata per molti giorni perché si rifiutava
di collaborare, il 5 ottobre venne infoibata. Il padre, venuto
a sapere dell'arresto si recò subito a Santa Domenica.
Là i partigiani lo rassicurarono sulla già avvenuta liberazione
della figlia.
La sera stessa Giuseppe Cossetto cadde vittima di un agguato
insieme ad un suo congiunto, Mario Bellini (invalido di guerra,
sposato da un anno ed in attesa di un figlio). Entrambi vennero
"infoibati" a Castellier di Visinada. Il 10 dicembre, i Vigili
del fuoco di Pola, recuperarono i poveri resti di Norma.
Dei suoi diciassette torturatori, sei furono arrestati e obbligati
a passare l'ultima notte della loro vita nella cappella mortuaria
del cimitero di Castellier per vegliare la salma: tre impazzirono
e all'alba caddero con gli altri, fucilati. Ora Trieste, sull'esempio
di altre città italiane, le dedica una via in zona Baiamonti,
il quartiere abitato dagli esuli.
Il Comitato Provinciale dell'ANVGD di Trieste ha voluto
commemorare la martire istriana con una cartolina che la ritrae
sorridente: un'immagine rimbalzata, nel corso degli anni,
sulle pagine dei libri di storia dell'esodo e, più recentemente,
sui siti internet, quale simbolo di un momento tragico della
vicenda di queste nostre tormentate terre di confine.
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La chiesa di Borgo San Nazario, domenica 22 giugno 2003,
era gremita di gente per la festa del patrono, mentre dovunque
si diffondeva il profumo della lavanda e dell’incenso. Il
tutto era iniziato il 19 con la messa officiata da don
Giovanni Gasperutti al Tempio dell’Esule di via Capodistria
a Trieste.
Un momento per i capodistriani e non, di rinnovare il legame
con le proprie radici, le tradizioni. Poi è seguito il triduo
di don Paolo Rakic che ha proposto una profonda riflessione
su San Nazario accostato, nell’occasione, a personaggi emblematici
della terra istriana alla ricerca di quella forza che è nella
gente e nel suo credo.
La Santa Messa celebrata da Padre Giansandro Salvi
e la processione di San Nazario, hanno segnato domenica a
Borgo un momento di grande emozione per la solennità del canto,
intonato dal coro parrocchiale diretto da Lucio Verzier, ma
accompagnato da tutti i fedeli anche, per la preghiera e l’accompagnamento
della banda dell’Associazione diretta dal maestro Ernesto
Beacovich. Alle finestre gli immancabili drappi bianchi che
esprimono segno di devozione, riconoscenza, partecipazione.
Il santo, sul suo catafalco, è stato portato a spalla dai
giovani canottieri della “Saturnia”, seguito dai labari e
dalle insegne della ricorrenza religiosa.
Ha suscitato grande interesse la presentazione a Trieste
il 30 giugno alle ore 18 - nella sala Zodiaco dell’Hotel
Savoia Excelsior del video sulla ferrovia a scartamento
ridotto “Parenzana”, inaugurata nel 1902 e attiva fino al
1935.
Autori del documentario, di quasi cinquanta minuti, sono Rosanna
Turcinovich Giuricin e Edi Pinesich.
Esce nella collana arcipelagoadriaticofilm
del CDM in collaborazione con l’ANVGD di Trieste (grazie ai
mezzi della Legge 72/2001) e con il patrocinio della Regione
FVG e della CCIAA di Trieste.
Per il pubblico è stato un modo per ritrovare l’Istria della
storia, scoprire territori profondamente mutati nel tempo,
constatare il degrado dell’Istria interna, cogliere il messaggio
sulla volontà di intervenire affinché le cose cambino…e, per
molti, un ideale ritorno a casa, alle reminescenze, ad episodi
già vissuti e depositati nei meandri della vita.

La cerimonia, durante la quale gli è stata anche consegnata
una targa per ricordare il suo impegno per le istanze degli
esuli della nostra regione ed il sostegno delle loro Associazioni,
si è svolta venerdì 30 maggio, alle ore 11.30,
nella Sala Zodiaco dell’Hotel Savoia Excelsior, in Riva del
Mandracchio 4. Sono intervenuti i dirigenti, i soci, gli amici
ed i simpatizzanti dell’ANVGD.
L’iniziativa del Presidente Renzo Codarin e dei Vice
Presidenti Claudio Grizon e Bruno Marini è stata
promossa per offrire a tutti gli aderenti l’opportunità di
esprimergli la profonda gratitudine per la simpatia, l’amicizia,
la sensibilità e l’attenzione che egli ha sempre riservato
all’Associazione e a tutti gli esuli istriani, fiumani e dalmati.

E' dedicato alla vicenda di Don Francesco Bonifacio, il numero
tre dei "Quaderni del CDM", realizzati insieme all'ANVGD -
Comitato provinciale di Trieste, che ripropone un testo di
Sergio Galimberti, ovvero le tappe, in sintesi, della
vita di un "servo di Dio", martire istriano.
Il 21 settembre del 1946, il Vescovo mons. Antonio Santin
scriveva a proposito della scomparsa di don Francesco Bonifacio,
sacerdote a Villa Gardossi, nel cuore dell'Istria: "Fino ad
oggi nulla si sa di lui. Le autorità fingono di ignorare ogni
cosa. La popolazione dice che è stato ucciso".
57 anni dopo, non si conosce ancora la verità sulla dinamica
della sua morte ma ciò non ha impedito di avviare una Causa
di Beatificazione del Servo di Dio don Francesco Bonifacio
che ha preso l'avvio nel 1956 per arrivare, attraverso tappe
di studio e verifiche, fino ai giorni nostri.
Certamente, questo personaggio, e soprattutto la sua storia,
offrono ai contemporanei infiniti spunti di riflessione sul
ruolo dei sacerdoti nelle terre dell'esodo. E rappresenta,
nello stesso tempo, un esempio di storia sottaciuta, che oggi
più che mai chiede di essere conosciuta e di diventare patrimonio
comune.
Queste le finalità che hanno mosso il Comitato Provinciale
di Trieste dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
- rappresentato da Renzo Codarin, Bruno Marini
e Claudio Grizon -, in collaborazione con il Centro
di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana
Fiumana e Dalmata, ad organizzare un incontro presso il Centro
Pastorale Paolo VI di Trieste dedicato sia al martirio del
sacerdote piranese sia al ruolo di personaggi come Mons. Antonio
Santin nella vicenda dell'esodo.
"L'esodo fu pulizia etnica - ha osservato nel suo intervento
l'avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente sia della Lega Nazionale
che del CDM - perpetrata ai danni del nostro popolo anche
attraverso lo strumento della persecuzione religiosa e don
Bonifacio ne è un esempio emblematico".
Ma perché questo, e tanti altri come lui, sacerdoti italiani
in Istria, Fiume e Dalmazia, venivano considerati pericolosi
lo ha spiegato don Ettore Malnati analizzando il pensiero
ed il ruolo di Mons. Santin.
"Le sue parole - ha affermato nell'intervento - erano onorate
dal suo comportamento coerente che non nascose a nessun occupatore
di questa Terra Giuliana, né ai nazisti, né ai titini, né
agli anglo-americani le sue rimostranze per la Causa della
sua Gente…La sua non fu una missione facile. Egli la svolse
con evangelico coraggio e leale coerenza con la sua coscienza
di uomo e di Vescovo…"
Una dirittura morale ed umana che era stata anche di don Bonifacio.
Lo si scopre scorrendo le montagne di materiale prodotte in
tutti questi anni nella Causa di Beatificazione - come sottolineato
da don Paolo Rakich che ha voluto presentare l'iter fino ad
ora seguito, rivelando anni di incontri, di studi, di riflessioni
e di analisi per preparare sin nei minimi particolari la documentazione
necessaria per portare don Bonifacio agli onori degli altari.
La cronistoria di una vita è stata presentata da Sergio Galimberti
che per la Causa ha preparato, con Mons. Parentin, la relazione
storica. Una sintesi di questo lavoro è stata pubblicata qualche
tempo fa ed ora riedita dal CDM nella sua collana dei Quaderni.
Un libricino azzurro nel quale la vita e l'opera di don Bonifacio
sono affidate ad una precisa cronologia ma non mancano i riferimenti
ai suoi slanci, al continuo rivelarsi di un fondamento forte,
in grado di raggiungere il cuore della gente, di suscitare
emozioni ed ammirazione. Don Bonifacio - si direbbe oggi -
era un leader, amato da chi lo conosceva e lo seguiva. Per
il nuovo potere jugoslavo nelle terre dell'Adriatico Orientale
era un pericolo, l'ago della bilancia che avrebbe decretato
la scelta dei fedeli, andava eliminato.
"Abbiamo voluto riproporre la biografia di don Bonifacio -
ha sottolineato Claudio Grizon, vicepresidente del Comitato
Provinciale di Trieste dell'ANVGD e direttore del CDM - per
amore di conoscenza e divulgazione di una vicenda emblematica.
Un contributo che si inserisce nel progetto di raccogliere
dati e storie sul ruolo sostenuto dai sacerdoti dell'esodo
che molti istriani, fiumani e dalmati seguirono nei luoghi
d'accoglienza e che ancora oggi sono una guida durante i raduni
e nella vita di quotidiana di chi ha la fortuna, per semplici
questioni logistiche, di poter frequentare la loro chiesa".
Durante l'incontro don Paolo Rakich ha risposto anche
all'ultima importante domanda posta dagli organizzatori della
presentazione ma soprattutto dal pubblico: a che punto siamo
con la Causa di Beatificazione?
"Dal 1998 ad oggi - per riassumere proprio le ultime tappe,
ha detto padre Rakich - sono stati presentati i volumi della
cosiddetta "Copia publica" della Causa ai quali è seguito
il "decreto di veridicità" della stessa e nel frattempo è
stata elaborata la "positio". Siamo ora in attesa del sapiente
discernimento della plenaria Congregazione dopodiché il tutto
verrà sottoposto al giudizio del Santo Padre".
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Una grande festa per istriani, fiumani e dalmati quella svoltasi
il 23 maggio alla Stazione Marittima di Trieste, voluta
dal Comitato Provinciale dell'ANVGD di Trieste e alla
quale il CDM non poteva certo mancare.
Nella hall è stato esposto lo stand di presentazione del Centro stesso, con i saluti del Presidente e del Direttore, con le finalità, l'attività e le prospettive di sviluppo del sito sunteggiati nei messaggi e nelle immagini che compongono la struttura.
Un'occasione per continuare il dialogo con il pubblico ma anche per avviare nuovi contatti e collaborazioni.
Lo stand è stato visitato prima e dopo lo spettacolo che
intanto si svolgeva nella sala principale: un insieme di canti e interventi per sottolineare l'importanza dell'incontrarsi.
"Ed ora dobbiamo fare in modo di coinvolgere i giovani, i vostri figli e nipoti" così Renzo Codarin, Presidente del Comitato di Trieste dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha salutato i più di cinquecento partecipanti al concerto intitolato "Cantando le nostre terre".
Protagonista della serata la musica nella quale gli istriani, fiumani e dalmati si riconoscono ma anche un desiderio, forte, di futuro.
Aver celebrato quest'anno a Roma, ma anche in altre città italiane con il coinvolgimento delle massime autorità governative, la Giornata della Memoria dell'Esodo, schiude un nuovo capitolo per questo popolo sparso. E il concerto, o dovremmo chiamarlo "festa" per i contenuti che l'hanno contraddistinto, vuole diventare un momento d'incontro e di verifica dei progetti delle Associazioni per mantenere viva la cultura delle genti istriane, fiumane e dalmate.
Un incontro sentito: i vicepresidenti dell'ANVGD, Bruno
Marini e Claudio Grizon, hanno accolto il sindaco
Roberto Dipiazza ma anche Silvio mazzaroli, Sindaco
del Libero Comune di Pola in Esilio ed il rappresentante dei
Dalmati, Renzo de' Vidovich.
Il pubblico ha cantato con Umberto Lupi le canzoni triestine ed istriane e direttamente da Rovigno, le "Quattro colonne" hanno fatto sentire e capire l'amore per il canto e la passione di mantenere intatta la cultura canora che contraddistingue le genti venete dell'Adriatico Orientale.
La musica è stata accompagnata dalle immagini delle cittadine
istriane nelle proiezioni realizzate da Franco Viezzoli. In
sala hanno sfilato costumi istriani creati per l'occasione
da Erminia Dionis Bernobi. Alla fine tutti hanno preso
parte nella hall, alla degustazioni di piatti e vini istriani
o almeno - come sottolineato da Renzo Codarin - ricette
preparate all'istriana, così come nelle case del nostro popolo.
Ed io vi sono vicino - ha affermato il sindaco Dipiazza -
elogiando la bellezza dei canti e degli scorci delle cittadine
istriane, care ad ogni italiano.

Sala conferenze del Circolo Saturnia, venerdì scorso, colma
di pubblico qualificato, per una serata di grande suggestione
dedicata alla vicenda di Nazario Sauro, eroe istriano.
Un'iniziativa che va ad aggiungersi ai tanti importanti contenuti
della manifestazione svoltasi a Trieste il 10 agosto del 2002
nell'ottantaseiesimo anniversario dal martirio.
Occasione di questo incontro, la promozione del CD storico-musicale
omaggio al "Garibaldi dell'Istria", realizzato dal Centro
di Documentazione Multimediale della cultura Giuliana Istriana
Fiumana e Dalmata in collaborazione con l'ANVGD, Comitato
Provinciale di Trieste.
L'opera su Nazario Sauro, inserita nella collana LatuastoriA
a cura di Raul Lovisoni e consultabile su www.arcipelagoadriatico.it
nella sezione Musica e Storia, si compone di un CD e di una
rivista monografica, che guida all'ascolto e alla conoscenza
del progetto stesso.
Le musiche sono di Raul Lovisoni, la voce narrante di Werner
Di Donato che, durante la serata, ha letto per il pubblico
presente alcune pagine del racconto sugli episodi salienti
di vita dell'eroe Nazario Sauro.
Negli interventi è prevalso il ricordo delle storie raccolte
in famiglia, quella di Paolo Sardos Albertini, presidente
del CDM, o di Ranieri Ponis, giornalista e autore di
una biografia di Nazario Sauro, che hanno avuto modo di raccogliere
testimonianze dirette sul personaggio definito eclettico,
fantasioso, impulsivo, coraggioso, impavido, sempre coerente.
Nel suo testamento morale ai figli - hanno affermato - era
stato molto preciso: "cercate di sentirvi sempre e prima di
tutto, italiani".
Per Renzo Codarin, presidente del Comitato Provinciale
di Trieste dell'ANVGD e Claudio Grizon, vicepresidente
ANVGD e direttore CDM, operare nel nome di Sauro significa
fedeltà all'idea di patria, coerenza con i principi che hanno
spinto centinaia di migliaia di persone all'esodo dalle proprie
terre, volontà di costruire su sale basi il futuro di una
cultura fatta di scollamenti ma anche di profondo amore per
le radici, la storia, i valori di una civiltà.
L'incontro al Saturnia è stato organizzato dal Comitato Provinciale
ANVGD di Trieste in collaborazione con il CDM e con il Patrocinio
del Comitato Onoranze a Nazario Sauro, il Circolo Marina Mercantile
"Nazario Sauro" e con il contributo della Fondazione CRT Trieste,
l'Azienda Regionale di Promozione Turistica, l'ACEGAS S.p.a.,
l'Autorità Portuale di Trieste e il Circolo Canottieri Saturnia
che ha avuto ed avrà un ruolo molto importante nella vicenda
- come ha ricordato il suo Presidente Dario Crozzoli - perché
protagonista della "Barcarola", la manifestazione internazionale
di canottaggio e canoa che intende diventare il terzo grande
momento di richiamo sportivo a Trieste alla stregua di Barcolana
e Bavisela.
Alla serata erano presenti anche i giovani atleti del Circolo
che hanno seguito con interesse i vari interventi. Iniziative
come questa, sono dedicate soprattutto a loro, ai giovani,
perché la memoria diventi ricchezza e patrimonio del loro
futuro.

Anche quest'anno la nostra Associazione ha promosso la convenzione
con il CAAF della CISL di Trieste a favore dei soci per la
predisposizione delle dichiarazioni dei redditi.

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